Domenica 5 luglio, un nuovo e intenso appuntamento delle Giornate di Spiritualità e Formazione 2026: un momento di raccoglimento, condivisione e profonda crescita comunitaria.
I lavori si sono aperti al mattino con la Preghiera delle Lodi, in preparazione dell'ascolto della successiva Lectio. Il tema centrale è stato di forte impatto emotivo e spirituale: "La Pace Interiore nata dalla Povertà e dall'Affidamento". La riflessione si è snodata a partire dalle Sacre Scritture, in particolare dai passi di San Paolo ai Filippesi (Fil 4, 6-7) e dal Vangelo di Matteo (Mt 11, 28-30), arricchendosi inoltre del contributo e della sapienza delle Fonti Francescane.
Dopo la Lectio, la comunità si è immersa nel silenzio profondo della Meditatio, uno spazio prezioso di preghiera personale con il Signore, culminato poi nella celebrazione della Santa Messa.
Il cuore della meditazione: i tre passi verso la pace
Don Alfonso ha tratteggiato un itinerario interiore in tre passaggi fondamentali:
- Riconoscere la propria povertà: Accettare le nostre stanchezze e i pesi che non riusciamo a portare da soli, ascoltando l'invito di Gesù: “Venite a me, voi che siete stanchi, e io vi darò ristoro” (Mt 11,28).
- Consegnare: Non trattenere nulla per sé, ma presentare a Dio ogni paura e preoccupazione con cuore grato ed eucaristico. "In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste" (Fil 4,6).
- Accogliere la pace: Una pace misteriosa, divina, che custodisce la mente e il cuore immettendo in ciascuno una rinnovata fiducia nella Provvidenza. ""La pace di Dio custodirà i vostri cuori e le vostre menti" (Fil 47).
Come ricordava don Tonino Bello: “Essere poveri è non avere nulla da difendere. Essere credenti è avere tutto da affidare”.
Con un’immagine molto suggestiva, don Alfonso ha invitato tutti a mettere la propria vita nelle mani di Dio "come una lettera nella buca delle lettere": un gesto di totale e fiducioso abbandono.
Il giogo di Cristo si rivela così dolce e il peso leggero (Mt 11,30) non perché manchino le fatiche, ma perché è Lui stesso a sostenerne la parte più gravosa, camminando al nostro fianco.
Una testimonianza viva: l'incontro con Luigi Spadoni
Il pomeriggio ha aperto le porte all'ascolto e all'apertura verso l'esterno grazie al "Racconto di un testimone". Ospite Luigi Spadoni, fondatore di Spazio Spadoni, realtà da anni impegnata nel valorizzare e rigenerare le Opere di Misericordia e il cammino missionario in Italia e nel mondo.
Leggi le riflessioni che Luigi Spadoni ha lasciato al MAC.
Spazio Spadoni ci ricorda che ogni opera di misericordia è un ponte gettato verso l'altro. La testimonianza di Luigi Spadoni ha creato un momento di fortissima sintonia e comunione, testimoniato anche dai numerosi scatti fotografici che ritraggono Luigi Spadoni in un caloroso e fraterno dialogo insieme al nostro Presidente nazionale a don Alfonso e ai partecipanti alle Giornate a San Fidenzio. Immagini che raccontano una Chiesa che cammina insieme e che sa farsi prossimo.
Conclusioni
La giornata si è conclusa con la Collatio, momento in cui le risonanze comunitarie hanno permesso a ciascun partecipante di condividere i frutti del silenzio e dell'ascolto. È emerso con forza l'invito finale di don Alfonso:camminare "a due a due", sostenuti dal giogo di Cristo.
Questo stile fraterno mette tutti sulla medesima strada, permettendo di riscoprirsi "affidati" a Lui insieme, uniti e mai isolati, portando con sè le reciproche fragilità.



















































