Dal 13 al 17 luglio abbiamo vissuto a Druogno un’intensa esperienza di condivisione con un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 21 anni, accomunati dalla presenza di una disabilità visiva e, in alcuni casi, di un disturbo dello spettro autistico. Il soggiorno rientra nei progetti promossi dal Movimento Apostolico Ciechi – Regione Lombardia, che da sei anni porta avanti iniziative finalizzate a promuovere l’inclusione, l’autonomia e il benessere psicofisico delle persone con disabilità.
Anche quest’anno ho avuto il piacere di poter contare su un gruppo di educatori ormai consolidato. La sintonia maturata nel tempo ha reso possibile un lavoro sereno, permettendoci di rispondere con naturalezza ai bisogni dei ragazzi e di creare un clima familiare, nel quale ciascuno ha potuto sentirsi accolto e valorizzato.
Il gruppo era composto da Beatrice (21 anni), Alea (13 anni), Yong An (18 anni) e Simone (15 anni), ognuno con caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione differenti. Proprio questa diversità ha rappresentato la ricchezza dell’esperienza.
Le giornate sono state scandite da attività pensate per stimolare autonomia, creatività e socializzazione. In piscina i ragazzi hanno affrontato con entusiasmo esercizi e momenti di gioco, vivendo l’acqua come uno spazio di benessere e libertà. Beatrice, che utilizza la sedia a rotelle, ha partecipato con entusiasmo alle attività acquatiche grazie al supporto dell’équipe, dimostrando ancora una volta come, con i giusti accorgimenti, ogni esperienza possa diventare realmente inclusiva.
Durante i laboratori manuali ciascun partecipante ha realizzato un braccialetto personalizzato scegliendo colori, forme e materiali, mentre il laboratorio d’arte ha stimolato creatività, percezione tattile ed espressione personale. Grande entusiasmo ha suscitato anche la preparazione del salame al cioccolato, trasformata in un’occasione per collaborare, condividere e sperimentare insieme. Le serate dedicate al karaoke hanno regalato sorrisi, spontaneità e momenti di autentica allegria, rafforzando il senso di appartenenza al gruppo.
Anche quest’anno è stato possibile osservare piccoli ma significativi progressi sul piano relazionale, dell’autonomia personale e della partecipazione attiva. Ogni ragazzo ha affrontato le attività con i propri tempi, dimostrando che, quando si crea un ambiente accogliente e rispettoso delle individualità, ciascuno può esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Esperienze come questa ricordano che l’inclusione nasce dai gesti quotidiani, dalla condivisione e dalla fiducia reciproca. È proprio nella semplicità della vita insieme che si costruiscono le relazioni più autentiche e si raggiungono i risultati educativi più significativi, sia per i ragazzi sia per chi ha il privilegio di accompagnarli in questo percorso.






















































