Con grande gioia e orgoglio, il Movimento Apostolico Ciechi (MAC) accoglie la notizia della nomina di don Alfonso Giorgio, nostro assistente ecclesiastico nazionale, a Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia.
Come riportato dall' Agenzia S.I.R. (Servizio Informazione Religiosa), qui la notizia sul sito AgenSIR l'importante incarico viene conferito dal presidente dell’Accademia, mons. Antonio Staglianò, sentito il Consiglio direttivo, e avrà una durata di cinque anni (con possibilità di rinnovo). La figura dell'interlocutore referente risponde alla visione rinnovata della teologia voluta da Papa Francesco: secondo gli statuti approvati con il motu proprio “Ad theologiam promovendam” del 1° novembre 2023, questo ruolo è affidato a studiosi chiamati ad aprire fecondi spazi di dialogo inter e transdisciplinare. L'obiettivo è far incontrare la riflessione teologica con le scienze, la filosofia, le arti, promuovendo il confronto tra credenti e non credenti.
Sacerdote, teologo e psicopedagogista, don Alfonso accoglie questo mandato con uno sguardo profondamente in sintonia con il carisma del nostro Movimento. Egli stesso, infatti, colloca la nomina all'interno di un vitale percorso di confronto "tra persone, saperi e culture", ponendo un accento speciale su chi rischia di non avere voce in campo accademico.
Come ha sottolineato lo stesso don Alfonso Giorgio, è essenziale includere in questo dialogo "anche le persone con disabilità che talvolta si ritrovano fuori da questi contesti e che invece potrebbero dare molto in termini di ‘teologia di popolo’ o ‘teologia della fragilità’".
Nelle ore successive all'annuncio, don Alfonso ha voluto condividere con i membri dell'associazione un messaggio di ringraziamento per l'affetto ricevuto e ha confidato la sua sorpresa per questa chiamata inaspettata:
"Confesso che, se pure si tratti di un semplice servizio di consulenza nell’Istituto della Santa Sede, non pensavo affatto di essere coinvolto con una nomina ufficiale. Ho superato i 60 anni ormai ma continuo a stupirmi dinanzi a quello che mi accade ogni giorno, soprattutto perché non ho mai cercato nulla, né sono andato dietro a qualcuno per fare carriera. Lo dico con estrema parresìa".
e ha ribadito il suo intento pastorale:
...aiutare nel lavoro pontificio con un’attenzione costante agli ultimi, “sul passo degli ultimi” e partecipare ad una elaborazione della “Teologia della fragilità”
Un pensiero che si è concluso con uno slancio verso i prossimi appuntamenti associativi:
"Grazie Grazie a tutti e arrivederci ad Assisi!".

































































